Nutrizione clinica in oncologia

In questi ultimi anni si sta assistendo, come rilevato da fonti ufficiali, che sia negli USA che in Europa la maggior causa di mortalità sia il cancro, che ha superato, in percentuale, le patologie cardiovascolari, entrambe principalmente dovute ad una cattiva alimentazione.

Così le linee guida mediche su una corretta alimentazione hanno evidenziato la priorità di nutrirsi con i cibi “buoni”, a discapito di quelli pericolosi per la nostra salute.

La cosiddetta piramide alimentare, che solo 20 anni fa poneva carni e derivati erroneamente, col senno del poi, alla base della nostra nutrizione, oggi vuole alla sua base l’acqua, quale elemento fondamentale per la nostra sopravvivenza. Subito a seguire ci sono i cereali e i legumi per il loro contenuto proteico velocemente disponibile, i semi per i grassi buoni essenziali, la frutta e la verdura per il contenuto di fibre, vitamine e minerali. Sono invece sempre più considerati da eliminare: le carni, il latte, i latticini, le uova e i grassi animali, a causa della loro incidenza nel creare uno stato di acidosi nel nostro organismo che richiede un super lavoro energetico. Senza contare il danno prodotto dallo stazionamento  a livello della parete intestinale di scorie per noi tossiche.

 

Oggi alle persone ammalate di cancro viene consigliata una dieta priva di derivati animali. Ma perché aspettare di essere ammalati per curarsi col cibo?

Ci sono cibi che sono davvero un toccasana per vari organi. Per esempio i cavoli, i cavolfiori, le verze e i cavoletti di Bruxelles, per il loro contenuto di sulforafano e isotiocianati, aiutano a stare in salute e a evitare le degenerazioni cancerose, così

come pure cipolle e porri per il loro contenuto di zolfo. I pomodori sono utili perché i loro licopeni hanno un ruolo nel rallentare l’ipertrofia prostatica o la degenerazione neoplastica.

Ogni frutto o vegetale ha proprietà intrinseche che aiutano a mantenerci in salute.  Ne risulta che l’alimentazione vegana oggi è davvero quella che si può considerare ottimale e che  abbia un ruolo importantissimo nella prevenzione dei tumori e basilare nei periodi di convalescenza post interventi  chirurgici e chemio-radioterapici.