
Nutrizione vegana, ovvero alimentarsi senza cibi di derivazione animale.
A partire dal secondo dopoguerra, le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate, passando dalla tradizionale “dieta mediterranea” alla “dieta occidentale”. Mentre la prima era costituita principalmente da base vegetale, con un consumo molto basso di cibi di derivazione animale, la seconda è praticamente basata su carne, pesce, latticini, uova, includendo un basso consumo di cibi vegetali e, quei pochi, per lo più trasformati, e non “nature”.
Secondo l’Academy of Nutrition and Dietetics, l’assunzione in quantità appropriate di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, frutta secca, semi oleaginosi e tutti cibi ricchi di fibre e sostanze fitochimiche, sono le componenti di una dieta vegetariana che contribuiscono alla riduzione delle malattie croniche.
Sono notevoli gli studi che hanno portato a evidenziare che le diete vegetariane e le diete vegetariane low-fat, cioè quelle a basso contenuto di grassi, sono associate a un minor rischio di cardiopatia ischemica, ipertensione, diabete di tipo 2, obesità e alcuni tipi di cancro.
Inoltre è da sottolineare che la dieta vegetale non solo ha una efficacia nel trattamento di queste malattie, ma ha anche un ruolo importante nella prevenzione delle stesse in combinazione con altri sani fattori di stile di vita come l’esercizio fisico e la riduzione di bevande alcoliche, di fumo e di caffè.
Nutrizione vegana e i suoi campi di applicazione
- Prevenzione e promozione della salute con particolare attenzione all’alimentazione vegana per adulti e bambini
- Nutrizione vegana in menopausa
- Nutrizione vegana in gravidanza, allattamento e svezzamento
- Educazione alimentare e consulenze per intraprendere un’alimentazione vegana
- Elaborazione di piani nutrizionali personalizzati
