Stare bene con il cibo
Siamo in un momento epocale, dove il cibo del passato e del futuro si incontrano per dare vita ad una alimentazione nuova che sarà la base per i principi alimentari delle colonie spaziali, per la realizzazione del cibo sintetico, di cui le stampanti in 3D oggi sono i precursori, per un cibo che dia a ciascuno ciò che gli necessita per vivere in salute e con gusto.
Le nuove scuole mediche di avanguardia guardano al cibo come la prima fase del benessere e come prevenzione delle malattie. Dagli Usa a casa nostra oggi si cerca di formare i nuovi pediatri, i nuovi medici e tutti quegli operatori sanitari che intervengono nella scienza alimentare, per avere le basi necessarie a informare la popolazione ad alimentarsi con sostanze semplici e complete come si rivelano i frutti della Terra. Queste scuole insegnano come principio di base a utilizzare i cereali, i legumi, i frutti freschi e secchi, i semi e le piante aromatiche perché contengono tutto ciò che necessita per il buon funzionamento della nostra macchina organica.
Questo dato fondamentale, ovvero stare bene con il cibo, lo aveva già intuito il padre della medicina occidentale, Ippocrate, nella Grecia del I sec aC., che aveva capito come fosse importante mangiare cibo sano e adeguato al nostro organismo. Sono sue le parole: ”Fa che il cibo sia la tua medicina e medicina sia il tuo cibo”.
Due anni fa l’OMS, non ha potuto esimersi dal decretare come la carni, con le loro proteine animali, siano deleterie per noi perchè minano le nostre stesse cellule, portando alla loro deviazione neoplastica, cioè al cancro di diversi organi bersaglio, come il colon, il retto, la prostata, la mammella, lo stomaco, il rinofaringe e il polmone: questi ultimi due risultano frequenti soprattutto tra i lavoratori nei macelli e i venditori di carni.
A dimostrarlo non sono stati solo gli studi che ormai vengono condotti da diverso tempo sull’incidenza tra alimentazione carnivora e di derivati animali e le patologie tumorali e cardiovascolari, ma lo studio specifico condotto da una equipe di scienziati scelti dall’OMS, rappresentanti di 10 paesi del mondo.
In questi ultimi anni si sta assistendo, come rilevato da fonti ufficiali, che sia negli USA che in Europa la maggior causa di mortalità sia il cancro, che ha superato, in percentuale, le patologie cardiovascolari, entrambe principalmente dovute ad una cattiva alimentazione.
Così le linee guida mediche su una corretta alimentazione hanno evidenziato la priorità di nutrirsi con i cibi “buoni”, a discapito di quelli pericolosi per la nostra salute.
La cosiddetta piramide alimentare, che solo 20 anni fa poneva carni e derivati erroneamente, col senno del poi, alla base della nostra nutrizione, oggi vuole alla sua base l’acqua, quale elemento fondamentale per la nostra sopravvivenza. Subito a seguire ci sono i cereali e i legumi per il loro contenuto proteico velocemente disponibile, i semi per i grassi buoni essenziali, la frutta e la verdura per il contenuto di fibre, vitamine e minerali. Sono invece sempre più considerati da eliminare: le carni, il latte, i latticini, le uova e i grassi animali, a causa della loro incidenza nel creare uno stato di acidosi nel nostro organismo che richiede un super lavoro energetico. Senza contare il danno prodotto dallo stazionamento a livello della parete intestinale di scorie per noi tossiche.
Ancora un aspetto non trascurabile è quello della scelta dei cibi senza i derivati di origine animale nello svezzamento dei bambini: una fase alimentare che segnerà il percorso digestivo e le capacità di buon funzionamento sia metabolico, sia di accrescimento che di mantenimento di tutte le funzioni del nostro hardware umano, da quello immunitario, a quello ormonale a quello neurologico.
Appare evidente di come sia importante alimentarsi bene per un benessere non solo fisico, ma anche mentale e cognitivo, dove anche il gusto e l’olfatto contribuiscono alla produzione di elementi di benessere, come le endorfine, che fanno capire come il cibo abbia un ruolo nello star bene. E’ indiscusso il fatto che alimentarsi abbia anche un’implicazione conviviale e sociale, nonché etica, rispetto ad altre creature senzienti: certamente non fa bene né a loro e neppure a noi che finiscano nel nostro piatto.
Ma perché mangiamo?
Prima di tutto per avere il carburante necessario a tutte le funzioni del nostro corpo, sia per mantenere la struttura, come ossa e muscoli, sia per le attività nervose e cerebrali, sia per produrre calore ed energia che servono a mantenere la nostra macchina organica.
Dunque ingeriamo cibo, che dalla bocca con la masticazione, scivola nello stomaco dopo la prima spezzettatura della materia in macroelementi, quali proteine, carboidrati e grassi, fino ad arrivare all’intestino con la scissione in mattoncini , ovvero aminoacidi, zuccheri semplici, grassi essenziali e vitamine che vengono poi assorbiti dall’intestino per portare i microelementi nei vari distretti cellulari degli organi per mantenerci vitali.
Ma in questa attività di scissione e assorbimento conta molto la qualità del cibo che introduciamo.
Le proteine, cioè macromolecole, di origine vegetale che ingeriamo sono di gran lunga migliori rispetto a quelle animali, che richiedono un grosso lavoro di spezzettamento e un consumo di energia che fa andare in negativo il bilancio energetico e che creano quello stato di acidosi che va a danneggiare le nostre cellule. I grassi vegetali sono di gran lunga migliori di quelli animali per lo stesso motivo e perché questi ultimi possono generare sostanze che recano danno alla mucosa stessa dell’intestino. Le vitamine che otteniamo da frutta secca, frutta fresca e verdure sono elementi indispensabili che funzionano da coenzimi, ovvero vettori di importanti funzioni e attività.
Mangiare legumi e cereali porta ad avere tutti gli aminoacidi essenziali che servono a comporre le proteine di cui abbiamo bisogno, sia strutturali che funzionali. Mangiare frutta e verdura apporta anche i minerali di cui necessitiamo per alcune importanti funzioni e regolazione dei liquidi intra ed extracellulari. Senza parlare delle fibre che fanno volume nel lume intestinale e bilanciano l’assorbimento dei liquidi.
La stessa acqua, in quantità di almeno un litro e mezzo al giorno, oltre a essere un importante elemento di cui necessitiamo per vivere, ci consente di mantenere la giusta idratazione del nostro corpo.
Tutti i frutti della terra ci vengono in aiuto per mantenerci non solo in vita ma in forma, addirittura aiutando a prevenire patologie croniche come l’ipercolesterolemia, l’ iperglicemia, le patologie cardiovascolari e i tumori.Oggi alle persone ammalate di cancro viene consigliata una dieta priva di derivati animali. Ma perché aspettare di essere ammalati per curarsi col cibo?
Ci sono cibi che sono davvero un toccasana per vari organi. Per esempio i cavoli, i cavolfiori, le verze e i cavoletti di Bruxelles, per il loro contenuto di sulforafano e isotiocianati, aiutano a stare in salute e a evitare le degenerazioni cancerose, così come pure cipolle e porri per il loro contenuto di zolfo. I pomodori sono utili perché i loro licopeni hanno un ruolo nel rallentare l’ipertrofia prostatica, oppure il lupino, che grazie al suo contenuto in conglutina gamma, risulta essere un valido alimento a contrastare l’iperglicemia, dimostrato da studi su alcune popolazioni del centro America che ne fanno uso quotidiano come base essenziale delle loro farine alimentari. Ricordiamo anche il sesamo, largamente usato nei paesi asiatici che contrasta efficacemente l’osteoporosi .
Ogni frutto o vegetale ha proprietà intrinseche che aiutano a mantenerci in salute. Ne risulta che l’alimentazione vegana oggi è davvero quella che si può considerare l’alimentazione ottimale.
Le stesse tradizioni culinarie regionali italiane hanno basi di nutrizione vegetale. Quella coi derivati animali si è insediata dopo, implementandola o sostituendola, ma in realtà impoverendola di quegli elementi fondamentali per lo stare bene e la longevità.
Basta andare a vedere cosa cucinavano i nostri bisnonni, che lavoravano la terra ed erano forti e vigorosi, con cereali e legumi, frutta e verdura di stagione, pane fatto con farina non raffinata e con lievito madre.
Il segreto per vivere bene e a lungo è dunque un consumo coscienzioso dei diversi alimenti che la natura ci offre.
Quindi come regolarci?
Frutta e verdura non dovrebbero mai mancare nella giornata, facendo uso di cereali possibilmente integrali, come riso, grano, orzo, farro, mais, variando nella settimana il tipo, cioè non mangiando sempre lo stesso, ma alternando.
La frutta secca, ricca grassi essenziali indispensabili nei cicli metabolici organici, dovrebbe avere sempre un posticino nella dieta giornaliera e cioè per esempio noci, mandorle, nocciole, pinoli, anacardi.
I legumi (fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie, lupini, soia) sia in seme che le loro farine, così come la quinoa e l’ amaranto, rivestono la funzione di importante apporto in proteine facilmente digeribili e subito pronte all’utilizzo, tanto da costituire il maggior riferimento della nuova nutrizione a cui si rivolge la medicina dello sport.
Non resta che sbizzarrirsi con creatività in cucina e affidarsi al palato nella degustazione di buone ricette!
Dal libro “Ecospiritualità a tavola” Vivere armonici e in salute
di Rosalba Nattero – Edizioni Triskel



